La risoluzione del Parlamento europeo sul secondo quinquennio della Strategia Europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030

Il 27 novembre del 2025 il Parlamento europeo, con 490 voti a favore, 9 contrari e 109 astensioni, ha approvato la risoluzione relativa al secondo quinquennio della Strategia Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030. Si tratta di un documento molto interessante, perché propone concretamente alcune azioni che l’Unione europea dovrebbe predisporre per garantire una migliore inclusione delle persone con disabilità.

Va ricordato che la Commissione europea, con la comunicazione “Un’Unione dell’uguaglianza: strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030”, aveva delineato le iniziative faro che si sarebbe impegnata ad intraprendere in questo decennio, guidata dagli obiettivi di apportare significativi miglioramenti nella vita delle persone con disabilità e costruire una vera e propria Unione dell’uguaglianza. Il Parlamento europeo, con l’approvazione di questo documento, ha innanzitutto valutato lo stato di attuazione della strategia, evidenziando numerose sfide a cui le istituzioni europee, e in special modo la Commissione, devono ancora prestare attenzione. 

Più precisamente, il Parlamento ha sottolineato gli ostacoli a cui le persone con disabilità continuano ad andare incontro per quanto riguarda il rispetto dei loro diritti fondamentali, oltre che il riconoscimento della loro disabilità su tutto il territorio dell’Unione. In questo contesto, la risoluzione richiama con forza la necessità di garantire un’effettiva accessibilità – fisica, digitale e dei servizi – come condizione preliminare per l’esercizio dei diritti di cittadinanza.

Particolare rilevanza è stata poi attribuita alle situazioni delicate in cui si trovano coloro che hanno una disabilità intellettiva e faticano a godere del diritto ad una vita autonoma. Da questo punto di vista, il Parlamento ha espresso la necessità di investire in servizi che si muovano in tale direzione. In tale prospettiva, viene ribadita l’esigenza di superare progressivamente i modelli istituzionalizzanti a favore di servizi di prossimità e di sostegno alla vita indipendente.

Inoltre, è stata dedicato speciale riguardo anche alla condizione delle donne e delle ragazze con disabilità, più facilmente esposte a forme di discriminazioni multiple e intersezionali, le quali costituiscono un problema ancora trascurato da parte della normativa europea. 

Sulla base di queste constatazioni, il Parlamento ha invitato la Commissione a presentare ulteriori proposte di iniziative faro, in quanto alcuni dei settori individuati nella Strategia non hanno, fino ad oggi, ricevuto sufficiente attenzione. Si tratta, in particolare, di quelli relativi alla parità di accesso alla previdenza sociale, ai servizi sanitari e di assistenza, ai trasporti, all’istruzione, ai servizi digitali, agli alloggi e all’accesso di posti di lavoro di qualità. Quest’ultimo, soprattutto, rappresenta uno degli ambiti in cui l’Unione deve affrontare le maggiori sfide, occupandosi della partecipazione al mercato del lavoro delle persone con disabilità. Interventi europei concreti e strutturali sul punto risultano infatti decisivi, anche considerando che le costanti discriminazioni perpetuate in questo ambito espongono le persone con disabilità a maggiori rischi di povertà ed esclusione sociale.

Infine, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di aggiornare la Strategia per il periodo successivo al 2024, in quanto le azioni specifiche adottate fin ad ora presentano diverse lacune. Così, si raccomanda, soprattutto, che venga posta maggiore enfasi sulla lotta contro le discriminazioni e l’incitamento all’odio delle persone con disabilità, rafforzando nel contempo i meccanismi di monitoraggio, la raccolta di dati disaggregati e il coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative, avendo sempre come principale punto di riferimento quanto disposto dalla Convenzione dell’ONU e dalle disposizioni di diritto primario dell’Unione.

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