Con il messaggio n. 1377 del 23 aprile 2026 l’INPS è intervenuto dando le prime indicazioni operative in merito al coordinamento tra la riforma prevista dal decreto legislativo n. 62 del 2024 e la disciplina dedicata alle persone anziane non autosufficienti contenuta nel decreto legislativo n. 29 del 2024.
Il messaggio è chiaro: almeno fino al 31 dicembre 2027, anche nelle province coinvolte nella sperimentazione della riforma della disabilità, per molte persone anziane continueranno ad applicarsi le vecchie procedure di accertamento dell’invalidità civile e della legge 104 del 1992.
Il riferimento è agli ultrasettantenni affetti da almeno una patologia cronica e da condizioni cliniche caratterizzate da una progressiva riduzione dell’autonomia personale, legata anche all’invecchiamento e aggravata da fattori sociali, ambientali e familiari.
Per queste persone, il nuovo sistema di valutazione introdotto dalla riforma non entrerà ancora realmente in funzione.
Eppure, il decreto legislativo sulle politiche per le persone anziane aveva immaginato un modello diverso, fondato sulla cosiddetta “valutazione multidimensionale unificata”, da realizzarsi attraverso i Punti Unici di Accesso collocati nelle Case della comunità del Servizio sanitario nazionale.
Un approccio che, sulla falsariga della valutazione multidimensionale per le persone con disabilità, avrebbe dovuto integrare dimensione sanitaria, sociale e assistenziale, superando la logica frammentata degli accertamenti separati.
Ma quel modello è stato rinviato ad opera dall’articolo 4, comma 4-quater, del decreto-legge n. 19 del 2026, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 50 del 2026: partirà in via sperimentale solo dal gennaio 2027 e sarà esteso all’intero territorio nazionale non prima del 2028.
Nel frattempo, l’INPS conferma la prosecuzione del sistema precedente.
Si crea così un doppio binario difficile da ignorare: nelle province dove è già avviata la sperimentazione della riforma della disabilità, le persone più giovani potranno progressivamente entrare nel nuovo percorso previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2024, mentre gli anziani fragili continueranno a essere valutati secondo procedure tradizionali, ancora fortemente ancorate all’impostazione medico-legale.
Dal 1° giugno 2026, per gli ultrasettantenni interessati resterà quindi necessario seguire il percorso ordinario: certificato medico introduttivo, domanda amministrativa, visita davanti alle commissioni mediche ASL integrate con il medico INPS e successiva validazione dell’Istituto.
Il messaggio riguarda un numero molto ampio di territori, perché la sperimentazione della riforma coinvolge ormai, dal 1° marzo 2026, 60 province.